Antonio Piu

“OMBRE NEL VENTO”, NOTE DI VENTURELLA FROGHERI

Il mare buio, il silenzio eterno,

dove le ombre parlano, fredde, di mistero.

Ma la morte è diversa, non ha volto né nome,

è un colpo improvviso che spezza ogni sogno.

Patryk ed Ethan, giovani nel cuore, se ne sono andati, lasciando solo dolore.

Destini intrecciati, tra mito e realtà, uno cerca verità, l’altro trova l’eternità.

Nel silenzio della memoria, restano vivi, i sogni, le risate, i volti perduti.

E noi, come Odisseo, cerchiamo nel buio la forza di affrontare il nostro cammino.

Tra ombre e ricordi, il destino ci guida verso il mare infinito, oltre la via.

L’autore del componimento sopra riportato è Samuele Mastracco, giovanissimo allievo della classe I A del Liceo Classico “G: Asproni” di Nuoro. Un tragico evento che recentemente ha colpito la nostra città, la morte di Patryk ed Ethan, due ragazzi crudelmente strappati alla vita travolti dal crollo di un edificio abbandonato, ha suggerito a Samuele versi vibranti di una forte intensità di sentimenti, che coinvolgono profondamente il lettore sul piano psicagogico ed insieme sollecitano riflessioni universali sulla bellezza della vita, (i sogni, le risate) e sul mistero insondabile della morte che spezza ogni sogno, mentre noi cerchiamo nel buio/la forza di affrontare il nostro cammino. Sono le emozioni, con la loro potenza e intensità, a dettare i versi di Samuele, tanto incisivamente racchiusi entro una essenziale semplicità delle immagini, così delicate nella loro pregnanza e grazia e connotate da una particolarissima profondità emotiva. In questo senso la sua poesia acquista il valore di uno strumento privilegiato per esplorare i sentimenti e le riflessioni che sono scaturiti dal dolore, dalla tristezza, dallo sgomento dinnanzi all’insondabile mistero della morte. Nel suo Dialogo sulla poesia Friederich Schlegel afferma che “la ragione è una, e in tutti la medesima. Ma ogni uomo, proprio come ha una sua natura e un suo amore, porta in sé una poesia a lui peculiare, che deve e non può che restare sua, come certo che egli è quello che è che qualcosa di primigenio si cela in lui da sempre”. E’ pertanto palese che la poesia si pone come una esigenza profonda, ineludibile, di rispondere alla verità di se stessi, poesia da intendersi come “itinerarium mentis”, viaggio in un proprio personale mondo interiore, nello stesso tempo in grado di colpire al cuore chi legge, di rigenerarlo, di avviarlo verso un cambiamento ed una maturazione autentica in ordine ad una sempre maggiore consapevolezza di sé. D’alta parte la poesia vive nelle immagini ed è capace di determinare una ricchissima serie di stimoli non soltanto concettuali ma anche e soprattutto emotivi: una esperienza estetica ed insieme etica, quindi, che permette di sviluppare la conoscenza di sé e la comprensione dell’altro, attraverso il linguaggio delle emozioni e dei sentimenti veicolati dal linguaggio poetico. Alcune espressioni del componimento meritano una particolare attenzione. La metafora della vita come cammino, come vero e proprio itinerario di scoperta e di apprendimento, di dubbi e di interrogativi, suggerisce significativamente a Samuele l’immagine di Odisseo, simbolo dell’uomo che imperturbabile e coraggioso affronta le difficoltà e non rinuncia alla ricerca. Il componimento può essere interpretato come un viaggio Tra ombre e ricordi che diventano specchio di emozioni universali degne di essere condivise. La morte di Patryk e di Ethan non potrà cancellare la memoria della loro vita, dei loro giochi, della loro spensieratezza, dei loro sogni: essi sono vivi nel cuore di coloro che li hanno conosciuti e amati e attraverso la poesia il loro ricordo vince l’oblio del tempo che tutto divora ed è l’amore che vince la morte. Le parole di Samuele risuonano con forza e con autenticità consegnando ai lettori un piccolo grande universo di emozioni ed è significativo il fatto che ancora nel nostro tempo così pervasivamente dominato dalla tecnologia e dalla realtà virtuale la poesia eserciti ancora il suo fascino inesauribile nell’animo di un giovanissimo offrendo una espressione dei sentimenti che la comunicazione razionale della ferialità non potrà mai dare e consentendo di preservare la nostra umanità.

Venturella Frogheri

IL DOVERE DELLA MEMORIA: IL 10 FEBBRAIO, IL GIORNO DEL RICORDO DELLA TRAGEDIA DELLE FOIBE

Il 10 febbraio è un giorno di grande dolore e riflessione per l’Italia, in particolare per la comunità istriana e fiumano-dalmata. È un giorno in cui si commemora la tragica sorte di migliaia di civili, in prevalenza di etnia italiana, che persero la vita nelle foibe, profondi burroni e grotte presenti nella regione istriana e nel territorio di Fiume, tra la fine della seconda guerra mondiale e la fine degli anni ’40.

La tragedia delle foibe fu il risultato di una serie di eventi che portarono all’esodo della popolazione autoctona istriana e fiumano-dalmata dalle regioni di origine verso l’Italia. Durante la seconda guerra mondiale, la popolazione istriana e fiumano-dalmata aveva espresso la sua fedeltà all’Italia, in contrasto con le aspettative del nuovo stato jugoslavo, guidato da Tito.

Dopo la fine della guerra, le forze partigiani jugoslave, in prevalenza di etnia serbia, iniziarono a perseguire una politica di “pulizia etnica” contro la popolazione autoctona istriana e fiumano-dalmata. I civili, uomini, donne e bambini, vennero arrestati, deportati e condotti nei burroni e nelle grotte della regione, dove vennero uccisi e seppelliti.

Secondo le stime, tra il 1945 e il 1950, oltre 4.000 persone furono uccise nelle foibe, tra cui bambini, anziani e donne incinte. Molti altre persone vennero deportate in campi di concentramento in Jugoslavia, dove soffrirono violenze e privazioni.

L’esodo delle popolazioni italiane dalle regioni di origine fu un fenomeno di grande portata, con milioni di persone che lasciarono le loro case e le loro terre per rifugiarsi in Italia. La tragedia delle foibe è stata una delle cause principali di questo esodo, che ha lasciato una ferita aperta nella storia e nella collettività italiana.

Il 10 febbraio è stato scelto come giorno del ricordo per la tragedia delle foibe per ricordare la memoria delle vittime e per onorare la loro storia e la loro cultura. È un giorno di riflessione e di commemorazione, in cui si celebra la dignità e la libertà dell’intera comunità istriana e fiumano-dalmata.

La celebrazione del 10 febbraio è anche un’opportunità per riflettere sulla storia e sulle radici della nostra comunità, per ricordare i valori della tolleranza e dell’integrazione, e per promuovere la pace e la comprensione tra le popolazioni della regione.

Infine, il 10 febbraio è un giorno per ricordare il dovere della memoria, che significa mantenere viva la memoria delle vittime e delle loro storie, e lavorare per prevenire che simili tragedie possano ripetersi in futuro. È un dovere che incombe a tutta la collettività italiana, in particolare alle istituzioni e ai dirigenti politici, per garantire che la storia e la memoria delle popolazioni italiane vengano rispettate e tutelate.

27 GENNAIO, L’INCONTRO DEGLI STUDENTI DELL’ASPRONI CON EDITH BRUCK

In occasione della giornata della Memoria giovedì 23 gennaio tutte la classi del liceo Asproni hanno partecipato alla conferenza online organizzata dall’ Università Giustino Fortunato con la presenza di Edith Bruck deportata ungherese della Shoah. Una preziosa occasione di riflessione arrivata da una sopravvissuta agli orrori nazi-fascisti. All’ evento hanno partecipato migliaia di studenti collegati da tutta l’Italia che hanno inviato domande a Edith Bruck suscitando interesse e curiosità sulla sua esperienza di vita.

L’ASPRONI PROTAGONISTA A ORANI NELLA FASE PROVINCIALE DI CORSA CAMPESTRE

Ottima prestazione dei ragazzi dell’Asproni alla fase provinciale di corsa campestre che si è svolta ad Orani martedì 9 gennaio.
Gli Asproniani hanno dimostrato grinta e capacità tattica riuscendo ad accedere alla fase regionale con entrambe le squadre, Allievi e Allieve, e raggiungendo risultati soddisfacenti sia a livello individuale che di squadra.


Il quintetto delle Allieve con Giulia Dessolis (1F), Gaia Farris (3G), Chiara Podda (1E), Sara Seddone e Ludovica Satta (2F) si sono classificate seconde a pochi punti dal liceo di Jerzu.

La squadra maschile con Nicolas Capozzi (2E), Luciano Fancello (3E), Gabriele Loi (2B) e Simone Zichi (3B) ha invece raggiunto la prima posizione, lasciandosi alle spalle il Volta di Nuoro e il Costa Azara di Sorgono.
A livello individuale encomiabile il risultato di Sara Carbone campionessa provinciale per la categoria Junior e di Simone Satta ormai da anni punto di riferimento per le gare di mezzofondo.
Sempre a livello individuale, ha fatto gli onori di casa l’oranese Simone Zichi con un buon terzo posto e Sara Seddone che ha conquistato la medaglia di bronzo nella sua categoria.
Prossimo appuntamento la fase regionale ad Oristano, nella quale i nostri ragazzi daranno il massimo per rappresentare al meglio il nostro Liceo. 

3, 2, 1, C’EST PARTI AVEC ERASMUS PLUS!

Come dicono in Francia, “le jour J” è arrivato anche per Sofia e Leonardo, alunni dei corsi linguistico e classico del Liceo Asproni. Oggi infatti, inizia la loro mobilità Erasmus Plus di 2 mesi, presso i nostri colleghi e amici di Pessac, vicino a Bordeaux. Ai nostri ragazzi auguriamo di vivere appieno e con entusiasmo la grande opportunità offerta dal progetto.

“Sofia et Leonardo, que l’aventure Erasmus commence! “

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