La classe 3^B, con il coordinamento didattico della Prof.ssa Venturella Frogheri e con il supporto tecnico del Prof. Antonio Piu, ha sviluppato un progetto dedicato alla riflessione sulla condizione femminile, prendendo le mosse dall’Articolo 3 della Costituzione italiana, che sancisce il principio dell’uguaglianza e della pari dignità sociale di tutti i cittadini e impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne limitano la piena realizzazione.
Attraverso la realizzazione di micro-saggi e interviste doppie, gli studenti hanno approfondito figure femminili reali e immaginarie che, in epoche e contesti differenti, hanno saputo affermare la propria identità, difendere le proprie scelte e contrastare forme di discriminazione ed emarginazione. Volti, storie e punti di vista diversi hanno offerto l’occasione per interrogarsi sul significato della libertà, della dignità e della partecipazione, mettendo in luce modelli femminili che continuano a rappresentare esempi di coraggio, consapevolezza e crescita umana.
A fare da filo conduttore dell’intero percorso è stata l’opera di Maria Lai, tra le più significative artiste sarde contemporanee, celebre per il suo linguaggio creativo legato alla tessitura e ai fili. Particolare attenzione è stata dedicata a Legarsi alla montagna, l’azione artistica realizzata nel 1981 a Ulassai, che coinvolse l’intera comunità del paese.
L’opera trae ispirazione da un’antica leggenda locale, legata a un evento realmente accaduto nel 1861. Secondo il racconto tramandato dalla tradizione, una bambina si salvò dal crollo di una grotta perché uscì inseguendo un nastro celeste che volava nel cielo durante un temporale. Partendo da questa suggestione, Maria Lai collegò con un lungo nastro azzurro le case del paese e il monte sovrastante, creando una straordinaria rete di relazioni simboliche.
L’artista lasciò agli abitanti la libertà di scegliere come rappresentare i propri rapporti: il nastro rimaneva teso tra persone prive di particolari legami, si trasformava in nodo dove esisteva amicizia e diventava fiocco nei casi in cui fosse presente un legame d’amore. Un gesto semplice e potente che trasformò il filo in simbolo di connessione, dialogo e appartenenza.
Il tema del filo e della tessitura attraversa da sempre la storia e l’immaginario femminile. Filare e tessere non rappresentano soltanto attività tradizionalmente associate alle donne, ma diventano metafore della capacità di creare, costruire relazioni e dare forma alla propria esistenza. La tessitura unisce infatti la dimensione orizzontale dell’esperienza umana, fatta di incontri e legami, a quella verticale, che richiama la ricerca di significato e di trascendenza.
Emblematica è la figura di Penelope, che attraverso la sua tela trasforma il gesto del tessere in una forma di intelligenza e resistenza, preservando la propria libertà di fronte alle pressioni esterne. In questo senso, il filo diventa anche simbolo di autonomia, determinazione e capacità di orientare il proprio destino.
In una società spesso caratterizzata dall’individualismo e dalla frammentazione, il messaggio affidato alla tessitura conserva una straordinaria attualità. Ogni persona contribuisce infatti, attraverso le proprie scelte e le proprie relazioni, a costruire una trama comune. L’inclusione, il rispetto reciproco e la valorizzazione delle differenze diventano così elementi essenziali per una convivenza autenticamente democratica.
Il lavoro svolto dagli studenti della 3^B, che ha avuto anche una trasposizione artistica con l’installazione di foto e stampe di testi legate tra loro da un filo che ha percorso l’intero Agorà del Liceo Asproni, ha rappresentato un’importante occasione di crescita culturale e civile, invitando a riflettere sul contributo delle donne alla storia e alla società e sul valore dei legami che uniscono le persone. Come insegna Maria Lai, ogni filo acquista significato soltanto quando si intreccia con quello degli altri, contribuendo a costruire un disegno più grande e condiviso.

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